I dati
La Formula 1 riparte da una “mini” pole del suo sette volte iridato. Il circuito cinese è sfidante dal punto di vista tecnico e Hamilton mette in mostra da subito un pezzo del suo repertorio, con una prima posizione ottenuta da un buon connubio di pilota e macchina e dove il britannico ha messo del suo. È la prima (piccola) magia in rosso per Hamilton, in una Sprint Qualifying che ha offerto spunti tecnici e strategici interessanti, e non pochi colpi di scena. Lo avevamo sottolineato già dopo le libere: Hamilton sembrava estremamente pulito nel tratto misto iniziale, fondamentale poi per la gestione gomme nel giro e per il cronometro, e anche in qualifica non è stato da meno, facendo una bella differenza in termini di efficacia di guida, tra linee intelligenti, pulizia e attenzione costante alla fase di trazione in uscita curva.
Ferrari non al massimo carico, ma molto ben bilanciata
La Ferrari ha confermato un setup non particolarmente carico, come ci dicono gli indicatori calcolati, ma ottimamente efficace in queste condizioni: l’asfalto con una quantità di aderenza fuori dalla norma e la gomma soft in finestra ideale consentivano infatti di ottenere il massimo, pur senza massimizzare la deportanza, pensando anche ai long run dove bisognerà cercare di contenere l’energia trasmessa alle gomme per evitarne il surriscaldamento, specie all’anteriore sinistra. La SF25 ha anche messo in mostra un ottimo bilanciamento, dopo i dubbi iniziali, che ha premiato l’interpretazione tecnica di Hamilton, soprattutto nei tratti dove serve precisione, rotazione e capacità di anticipare la linea ideale. Lo vediamo ovviamente nel primo “complex”, con le curve da 1 a 4 dove Hamilton è poco aggressivo ma perfettamente fluido, e poi alle curve 8, 11 e 12, dove anticipa staccata e punto di corda per avere una linea migliore in uscita, grazie alla quale ottiene una curva di trazione migliore. Alla fine la Ferrari numero 44 ha i migliori parziali nel primo e nel secondo settore, a conferma comunque di una buona performance che non è durata solo i pochi metri di una curva, ma anche nei tratti più impegnativi della pista. L’ultimo settore è l’unico punto in ombra per Lewis, in particolare l’ultima curva, dove per un soffio non ha compromesso tutto il vantaggio costruito fino a quel momento. L’impressione è che proprio l’ultima curva sia quella che richiede più fiducia nel mezzo da parte del pilota, che si deve buttare dentro a sensazione, impegnandosi anche a non compromettere tutto il lavoro della sessione, e che su questo piano, come è anche normale che sia, Hamilton abbia ancora bisogno di qualche chilometro per avere fiducia piena nella SF25.
McLaren spreca malamente la miglior macchina in pista
Brutta sessione, invece, per il team papaya che compromette una pole position/prima fila praticamene sicura tramite una combinazione di strategia sbagliata (con il doppio tentativo in SQ3) e mancata performance dei piloti, che non riescono a mettere insieme il potenziale che la MCL39 poteva esprimere. A fare la differenza, ancora una volta, è la capacità di massimizzare. Hamilton, Verstappen e Leclerc, ad esempio, riescono a fare i tre migliori settori proprio nell’ultimo tentativo, quando davvero conta. Piastri lascia sul piatto 119 millesimi, ma il dato clamoroso è quello di Norris: addirittura 343 millesimi persi rispetto alla somma dei suoi migliori settori, con il suo miglior tempo addirittura fatto con gomma media in SQ2, e un SQ3 costellato di errori, forse anche dovuti a una monoposto sì velocissima, ma non così semplice da addomesticare, specialmente al retrotreno. In un contesto così tirato, con margini così stretti, questi dettagli chiaramente fanno tutta la differenza, anche se il team di Stella rimane favorito d’obbligo per il bottino pieno anche nella sprint.
Max ottimizza sempre. Top Speed interessanti
A proposito di “massimizzare” non possiamo non citare Max Verstappen, in grado di spremere tutto ciò che è possibile da ogni sessione, e di trovare una prima fila accanto ad Hamilton per soli 18 millesimi, con un ottimo tentativo e con un discreto bilanciamento della monoposto, trovato in extremis prima della sessione, con la scelta che appare dai dati di aumentare di qualche punto il carico di base.
Un dettaglio interessante arriva anche dalle top speed: con Verstappen, Leclerc, Hamilton e Lawson tutti a 337 km/h, a conferma di una RedBull leggermente più avvicinabile e con un carico paragonabile alla concorrenza, mentre non può sfuggire come per la Ferrari l’aerodinamica sia migliorata in efficienza su più fronti, un dato che sembra confermare che in Australia l’altezza da terra del retrotreno era palesemente molto superiore al dovuto. In questo contesto, Ferrari sembra quindi aver trovato un buon compromesso tra carico e velocità di punta, mentre McLaren è parecchio in basso nella lista, un dato che può dipendere dalla brutta sessione, in cui mai il potenziale della monoposto è stato davvero massimizzato, ma anche dalla nuova direttiva tecnica sul mini-DRS. Troppo presto per giudicare oggi, ma di certo sarà da tenere d’occhio nelle prossime sessioni per capire se il cambio di regolamento ha avuto un qualche impatto sulla vettura di Woking (fermo restando che il team papaya aveva abbondantemente la possibilità di fare comunque la pole).
Hamilton vs Leclerc: efficacia contro aggressività
Troviamo infine interessante confrontare le telemetrie del giro pole di Hamilton con quello valso il quarto posto a Charles Leclerc per carpire qualche differenza interessante. Come detto, il giro di Lewis è costruito con intelligenza e ritmo, ma le differenze con il compagno di squadra sono più che altro “localizzate” e non generali: l’inglese guadagna praticamente un decimo netto su Leclerc nel primo “complex”, con una percorrenza più fluida e progressiva, al contrario di un Leclerc più irruente in ingresso curva e costretto ad usare tanto il freno. Hamilton è semplicemente più efficace nei tratti lenti e tecnici, dove serve far ruotare la macchina con precisione, come il tornantino di curva 6 e quello di curva 14, dove l’inglese guadagna in entrambi casi circa un decimo abbondante, ma è ancora un po’ carente di fiducia nei tratti dove bisogna inserire di forza la macchina o perché ad alta velocità o perché in piena accelerazione, come la 12 e la 16.
Lewis contro Max a curva 1
Domani sarà la partenza della Sprint vedrà Hamilton contro Verstappen in prima fila, con la prima curva dello Shanghai International Circuit pronta a regalare scintille. Dietro, avremo le McLaren pronte per rimontare e Leclerc in cerca di rivincita. Senza dimenticare la Mercedes che su gomma media può sicuramente avere voce in capitolo. Le premesse per una bella Sprint ci sono tutte.